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SOCIAL MEDIA ANALYTICS E TECNICHE DI INDAGINE

Quando si ha a disposizione uno strumento di Social Media Analytics  l’approccio da adottare non è solo di tipo analitico, anzi è più di tipo investigativo. L’ottica vincente è quella di mettersi in ascolto alla scoperta di soluzioni inaspettate.

Essere predisposti all’ascolto del rumors dei Social Network significa essere pronti a non trovare immediate risposte o soluzioni, e riconoscere il valore anche solo dell’individuazione di ulteriori filoni d’indagine: primo grande passo che avvicina l’investigatore alla verità.

L’INVESTIGAZIONE è la ricerca meticolosa di elementi utili all’accertamento della verità. Dopo ore di investigazione potremmo giungere alla conclusione di essere davanti ad un «cold case» e riconoscere di aver bisogno di più indizi, di altre fonti, decidendo quindi di rimandare nel tempo la soluzione del caso. Questo non significa aver perso tempo, anzi, rappresenta un primo importantissimo passo che getta le basi per seguire la pista che porta alla soluzione del caso.

Le armi vincenti dell’investigatore sono l’analisi scrupolosa delle informazioni acquisite e la capacità di sviluppare, ogni volta, un processo logico e razionale sottoponendolo a controlli.

Il bravo INVESTIGATORE è consapevole di non essere in grado, in quel momento, di riconoscere ciò che gli servirà e di separarlo dal superfluo quindi si accosta con umiltà e curiosità alla “scena del crimine” e raccoglie accuratamente e pazientemente ogni possibile dato/indizio. Il motore del grande investigatore è il dubbio.

Social Media Analytics

Alla base dell’investigazione ci sono:

  • la NOTIZIA, cioè il fatto
  • l’INFORMAZIONE, cioè l’astrazione del fatto che implica una prima serie di valutazioni in termini di attendibilità spazio-temporale, di credibilità, di probabilità
  • la FONTE, cioè il canale informativo

Ma investigare significa soprattutto ricostruire comportamenti umani che danno origine a informazioni, ossia contenuti. Un insieme vasto di informazioni complica le investigazioni ed è dunque auspicabile una ponderata sistematizzazione degli stessi.

Lo sviluppo della tecnologia ha semplificato il recupero delle informazioni, ma questa facilità non deve indurre a ritenere che la risoluzione del caso risieda nella sola acquisizione del maggior numero di dati: deve esistere una sapienza investigativa che li governa e li indirizza.

E’ qui che entra in gioco l’affinamento delle tecniche investigative, ossia le modalità d’uso degli strumenti che l’investigatore ha in dotazione e di cui si avvale per svolgere l’indagine per capire:

#COSA INDAGARE: L’esame della scena del crimine

Cosa vogliamo ascoltare? Qual è il linguaggio e le parole chiave che potrebbero aver utilizzato gli indiziati e non quelle che useremmo noi da commissari…influenzati dal nostro sapere scientifico.

Il principio del “rigore obiettivo” gioca un ruolo di primaria importanza in questa fase perché solo l’obiettività consentirà all’investigatore di “fissare” luoghi e cose pertinenti ai reati, in modo da documentare e acquisire gli elementi per i successivi accertamenti e per il proseguo delle indagini (l’argomento, il topic di analisi).

#CHI INDAGARE: L’identificazione di persone

Capire “chi è” un soggetto e “cosa è”, cioè le sue qualità, la sua professione, la fedina penale… Riguarda innanzitutto la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e quelle comunque in grado di riferire su circostanze rilevanti ai fini della ricostruzione dei fatti. Bisogna chiedersi chi sono i nostri testimoni? Che lingua parlano e come parlano? (perimetro geografico di analisi).

#ALIBI&DEPISTAGGI: Estranei ai fatti

Capire “chi” e “cosa” è completamente estraneo ai fatti nonostante apparentemente possa sembrare il contrario e quindi depistare l’indagine. Escludere tutto ciò che crea rumore inutile introno alle indagini (persone e luoghi, autori e siti, forum e blog).

#QUANDO: Fino a quando gli eventi influenzano la scena del crimine

Individuare l’arco temporale coerente con lo svolgimento dei fatti, dove poter raccogliere le informazioni rilevanti (periodo temporale di analisi: 6 mesi, 24 mesi, …).

#DOVE: L’intercettazione di ogni forma di comunicazione

Il materiale informativo emerso dalle intercettazioni di conversazioni dove sono state posizionate le microspie (i canali social disponibili in rete: social network, forum, blog, ecc…).

#SOSPETTATI: La perquisizione e pedinamento

L’investigatore va alla ricerca delle cose pertinenti al reato o di chi l’ha commesso.

La perquisizione (ascoltare ciò che dice il sospettato/influencer/autore fino al singolo post) è senza dubbio un atto dai risvolti imprevedibili e dal cui esito dipendono le fortune di molte investigazioni. L’effetto sorpresa è fondamentale perchè osservare senza chiedere fa sì che i sospettati non vengano influenzati nelle risposte a differenza delle conduzioni delle classiche indagini di mercato. Il pedinamento comporta una serie di innumerevoli attenzioni che solo il tempo della pratica possono affinare e migliorare (continuo monitoring dell’attività in rete di chi è considerato un influencer, un autore da tenere sotto controllo per quello che scrive e nei canali in cui lo fa).

#COME: La sorveglianza

L’investigatore deve porre l’indagato in uno stato di perdurante osservazione, studiarne movimenti e comportamenti, analizzarne reazioni e coinvolgimento emotivo (Sentiment Analysis).

Il parallelismo con l’attività investigativa è quanto mai verosimile in materia di Social Media Analytics e farlo proprio significa adottare il corretto approccio per fare Social Listening.

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